Manifestazioni ed Eventi
Manifestazioni ed Eventi

SAN GIUSEPPE (19 Marzo)

Si festeggia  come in ogni luogo cristiano il 19 di marzo. Il primo maggio invece si festeggia San Giuseppe lavoratore.

La solennità  del 1° maggio si svolge presso la Cappella che si trova alla periferia nord dell’abitato. In prima fila ci sono tutte le rappresentanze delle maestranze geracesi. Alla fine della solenne celebrazione viene distribuito ai fedeli il “Pane di San Giuseppe”, benedetto in precedenza. Questa festa, in pratica, apre la stagione delle scampagnate della popolazione geracese.

SS. CROCIFISSO (3 Maggio)

Tutti i geracesi, da sempre, hanno mostrato profonda venerazione per il SS. Crocifisso, la cui festa, secondo il calendario liturgico, ricorre il 14 settembre, ma per antica tradizione ha luogo il tre maggio. La magnifica statua lignea è venerata nella Chiesa di Santa Maria La Porta. La festa è preceduta da un ottavario. Tutti i geracesi e anche molti emigrati per otto giorni dopo il suono dell’Ave Maria si recano in chiesa per recitare il “Rosario” e la “Coroncina” seguita poi dalla Messa solenne. La mattina del tre maggio, coloro i quali durante l’anno hanno fatto il “Voto”, si recano presso il Monastero delle Suore Benedettine per prelevare la “Torcia”. Dopo la celebrazione della SS.Messa, verso mezzogiorno inizia la “Processione”. Sta davanti la Confraternità di San Francesco, seguita da quella di San Giacomo, Santo Stefano, SS. Sacramento (o Rotorio), della Madonna, di San Bartolomeo. Tutte precedute dal rullo dei tamburi. Indossano “l’abitino” o “cappa” di diverso colore.

La "Vara' e addobbata con fiori e quattro bacheche piene di oggetti preziosi donati al Crocefisso per grazie ricevute.

Dietro il Crocefisso il Sindaco, l’Amministrazione Comunale e i Consiglieri Comunali, i Vigili Ur­bani, uno dei quali porta "La Mazza” segno del potere; Ai lati della "vara" i carabinieri col costume di ordi­nanza e il pennacchio rosso.

Seguo no i fedeli, alcuni a piedi scalzi, recanti in mano il “Cero” votivo con un nastro bianco pendente di raso. Il cero, per tutto il tragitto rimane  spento. Esso rappresenta una “grazia” ricevuta. Seguono poi i “Deputati” del Comitato, alcuni dei quali ha il compito di raccogliere le offerte. Quindi i bambini” del paese che a piedi scalzi e con una corona di virgulti intrecciati sul capo gridano “PANI E PARADISU, MISERICORDIA SIGNURI”. Il momento più commovente è quando il Crocifisso esce dal portone principale della Chiesa. L’intensa espressione del volto del Cristo tocca gli animi di tutti coloro che hanno la fortuna di osservarlo. La statua lignea è portata a spalla a turno dai fedeli che fanno a gara per portare la “Vara” del Cristo sofferente.

Infine un gran numero di devoti seguono silenziosi e com­mossi

La processione avanza lentamente girando per le vie del paese, effettuando numerose soste per gli spari dei mor­taretti. 

In piazza del popolo, il Crocefisso entra nella Chiesa Madre.

Dopo la predica, fatta dal “Predicatore” che ha condotto "L'ottavario", il SS. Crocefisso viene ripor­tato nella sua Chiesa.

“SI SGAVI’TA LA MONTAGNA” FESTA DELLA TRANSUMANZA (maggio)

Si tratta di una manifestazione di interesse regionale legata alla storica usanza della transumanza delle mandrie e degli armenti che tutt' ora si spostano dai pascoli di "marina" a quelli dell' alta montagna madonita.

La valorizzazione in chiave turistica di tale esercizio, arricchito da numerose attività culturali e ricreativi, può rappresentare anche una occasione per promuovere prodotti locali ed ambienti naturali del Parco delle Madonie. La manifestazione sarà realizzata in collaborazione con i pastori di Geraci, e di diverse imprese, Enti Culturali e Associazioni ricreative locali, quali: La manifestazione andrà ad essere dunque sì una festa, ma celebrerà, nel contesto della sua immediata realtà, una ricorrenza di lavoro, viva e vegeta nella pur precaria attività economica della pastorizia madonita.

Il progetto  ha le seguenti finalità:

  • sostenere la sopravvivenza di una delle più antiche pratiche dell' attività pastorale, trasformandola in attrattiva turistica a sostegno del reddito del pastore;
  • promuovere e valorizzare i luoghi montani da questo magnifico angolo di Sicilia:
  • promuovere la creatività culturale degli abitanti delle Madonie scommettendo sulle possibilità di sviluppo legate all'utilizzo rinnovato e intelligente delle locali risorse naturali e antropiche, rappresentate queste ultime non solo dai monumenti e dalla storia antica e moderna delle classi dirigenti, ma anche dai saperi, dai mestieri, dai segreti, dalle curiosità, insomma dalla identità dei vari patrimoni umani viventi;
  • incoraggiare il diffondersi di una imprenditorialità legata alle risorse delle zone interne e decentrate rispetto alle metropoli;
  • sostenere nella popolazione delle zone montane il sentimento di identità e di appartenenza;
  • attivare sinergie tra vari soggetti imprenditoriali e associativi locali, facendo loro sperimentare il gusto e la convenienza del partenariato nelle iniziative economiche;
  • sperimentare la positività della collaborazione tra istituzioni pubbliche, imprese e associazioni private nella promozione del territorio;
  • sostenere l'editoria legata al territorio, come strumento imprenditoriale culturale a favore delle politiche di sviluppo locale, etc. 

CORPUS DOMINI (giugno)

La processione del SS. Sacramento parte dalla Chiesa di S.Giuliano.

Prendono parte alla processione molti bambini, prima i più piccoli con le ali di angioletti, poi quelli che hanno già fatto la pri­ma Comunione.

Tutti hanno in mano un vassoio pieno di petali di rosa che vengono sparsi per le vie durante la solenne proces­sione. Il tutto è intervallato da canti in onore del SS. Sacramento.

MARIA SS. ANNUNZIATA (2°domenica di luglio)

Compatrona di Geraci a cui il popolo gerace­se ha sempre guardato con particolare fede.  La festa ricorre, secondo il calendario liturgico, il 25 marzo, ma per antica tradizione ha luogo  la seconda domenica di luglio.

La tela dell’Annunziata che troneggia all’interno della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Geraci (Parrocchia) è un’opera di grande valore artistico e culturale. Recentemente lo studioso dell’Arte Antonio Cuccia ha attribuito la pregevole tela all’artista toscano Jacopo da Empoli (1551-1640) di scuola Vasariana. Infatti, tra la nostra Annunciazione e l’Annunciazione del Vasari (Arezzo 1511-Firenze 1574) esposta al Museo del Louvre (Parigi) ci sono tante affinità e punti in comune che si può senz’altro affermare che la “nostra” Annunciazione è un vero e proprio capolavoro del manierismo italiano. In ogni caso il dipinto esula dal contesto isolano e si configura stilisticamente come un prodotto legato alla cultura toscana. Tutto ciò è desumibile anche dal fatto che è  esistito un legame molto stretto e forte tra Jacopo da Empoli e il Vasari e ciò è visibile  anche in altre opere eseguite dall’artista in questione.

La Festa si svolge il pomeriggio della domenica. Dopo la solenne Messa, celebrata nella Chiesa Madre, la tela viene collocato su una apposita “Vara".

La "Vara" è parata con fiori che la adornano.

Nel primo pomeriggio inizia la processione che porterà la preziosa tela lungo le strade del Centro storico del Paese. La tela viene tutta illuminata da minuscole luci poste a giro sulla cornice.

La Confraternita dell’Annunziata al completo precede tutte le altre. Seguono la Statua, la banda e i fede­li tutti.

Alla fine della processione la tela viene riportata  nella  Chiesa Madre.

La serata si conclude con uno spettacolo in piazza.

FESTA DEI PASTORI (3°domenica di luglio)

La festa si svolge ogni 7 anni. La prossima edizione si svolgerà nel 2018.

Ogni anno, anche se in tono minore, i Pastori festeggiano l’evento sia con una cerimonia religiosa che con una manifestazione tradizionale che prevede suoni, canti e assaggi di prodotti tipici caseari di loro esclusiva produzione.

Geraci Siculo è un Centro delle Alte Madonie che vanta una storia e una tradizione millenaria. Il suo aureo passato di Capitale della Contea dei Ventimiglia, che racchiudeva tutte le Madonie e parte dei Nebrodi, ne fanno una Comunità ricca di usi, costumi e tradizioni che si tramandano oramai da secoli. Ogni sette anni, questo Paese ricorda una particolare manifestazione denominata “A Carvaccata di Vistiamara" (Cavalcata dei Pastori). Si hanno notizie della sua prima edizione a partire dal 1643. Ma si suppone che la festa si realizzasse anche prima, visto che la istituzione della Confraternita di riferimento e cioè del “SS. Sacramento è datata  30 novembre 1539.

Si tratta di una originale forma di ringraziamento e di eterna riconoscenza per il particolare segno di predilezione dimostrato da Dio verso i Pastori. E' anche il riflesso di quel primitivo ordinamento patriarcale che reggeva le Comunità nomadi vaganti con i loro armenti per le selve della nostra Isola; ordinamento nel quale il più anziano è il più autorevole tra i pastori ed è al tempo stesso il capo, il consigliere, il sacerdote della Comunità intera

La manifestazione si articola in una grande sfilata di Pastori con i tradizionali costumi, montando cavalli riccamente bardati.

La sfilata, preceduta da un araldo trombettiere con stendardo, rispetta nei suoi particolari, quella lontana concezione di vita: sfilano prima i ragazzi, poi i giovani, quindi gli uomini maturi, infine i più anziani tra i quali spicca la figura del "Cassiere". Ogni partecipante regge con la sinistra “l’offerta". I più giovani offrono colombi, daini, cavallucci fatti di caciocavallo e pendenti da un cerchio di legno riccamente adornato con nastri; gli uomini offrono dei fasci di ceri; gli anziani i principali paramenti sacri. il Cassiere porta  “L’Antisfera”

Da queste scarne notizie si evince che si tratta di una manifestazione interessante particolarmente sentita.

Per  gustare interamente e intensamente l'iniziativa  è necessaria vederla.

GIOSTRA DEI VENTIMIGLIA – (1°settimana di agosto)

Si tratta di una manifestazione storico-rievocativa che si svolge ogni anno nella prima settimana di Agosto. Fa parte di un progetto turistico e culturale denominato “Progetto Contea dei Ventimiglia”. Il progetto si riferisce ad una serie di iniziative culturali, sociali ed economiche finalizzate alla promozione e al recupero della memoria storica di tutti i Comuni (39) che fecero parte dell’ex Contea, vero Stato nello Stato del Regnum Siciliae . La manifestazione prevede sfilate in costumi d’epoca del XIV secolo, giochi cavallereschi, esibizioni di falchi in simulazione di caccia, cucina medievale, musica e rappresentazioni medievali, esibizioni di cavalli d’alta scuola, incontri culturali, riproposizione della moneta ventimigliana. Il tutto si impernia sulla riscoperta della medievalità in questi Centri che conservano ancora intatti le caratteristiche e l’impianto urbanistico, sulla ricostruzione degli ambienti e l’esposizione dei prodotti tipici  in“Tende Medievali”.

LA FALCONERIA: Questo termine indica sia l’arte di addestrare i falchi alla caccia, sia la caccia così praticata. In età feudale la caccia col falco viene considerata una attività nobile. L’arte di addestrare il falco ad uso venatorio è assai antica e pare fosse originaria dell’Asia dove è ancora praticata. Il Falcone addestrato costituiva un dono di grande valore e lo costituisce ancora oggi. Nel secolo XIII con Federico II, fiorì tutta una letteratura didascalica sulla falconeria. Col trattato sulla falconeria “Reliqua Friderici Imperatori De Arte Venandi cum Avibus”, Federico II fa  assurgere questa disciplina a qualcosa di più di un semplice hobby per nobili, gli da un senso letterario e scientifico. “Il falconiere ideale corrisponde al ritratto dell’uomo completo, un uomo dedito solo all’arte venatoria, alla quale subordina la fame, la sete, persino il sonno, con una perfetta padronanza di sè, solida intelligenza, acuta memoria, coraggio e tenacia. Per il falconiere ogni cosa deve nascere dall’amore che porterà alla sua arte. Un’arte che esige un perfetto esercizio, intendendo con ciò la necessità e la forza di domare con lo spirito gli uccelli rapaci, gli animali più liberi e nobili del creato”. Oggi, la caccia col falcone è ritornata oltre che in Gran Bretagna e in Francia, anche in Italia e precisamente a Geraci Siculo ove insiste una Scuola di Falconeria a Cavallo.

SAN GIACOMO (2°domenica di Agosto)

A San Giacomo, compatrono di Geraci, il popolo gerace­se ha sempre tributato grande devozione. La festa ricorre, secondo il calendario liturgico, il 25 luglio, ma per antica tradizione ha luogo  la seconda domenica di Agosto nell'o­monima chiesa che sorge vicino al castello.

Dopo la solenne Messa, celebrata nella Chiesa Madre, il Santo viene collocato su una apposita “Vara".

E' vestito a colori vivaci ricamati in oro, aureola 1n testa, bastone argenteo nella mano destra e un libro nella sinistra.

La "Vara" è parata a fiori con spighe di grano e pri­mizie di stagione.

Nel primo pomeriggio inizia la processione.

La Confraternita di San Giacomo al completo precede tutte le altre. Seguono la Statua, la banda e i fede­li tutti.

Alla fine della processione il Santo rimane nella Chiesa Madre sino al 24 Settembre.

La serata si conclude con uno spettacolo in piazza.

SAN BARTOLO (24 Agosto) Festa del Patrono

Il 24 agosto di ogni anno si festeggia il Patrono di Geraci, San Bartolo.

Il 23 mattina, vigilia di festa, il clero con la Statua di San Giacomo, Confraternita, fedeli e banda musicale, dalla Chiesa Madre si recano nella Chiesa di San Bartolo alla periferia del paese, la cui statua è già addobbata;

I Santi vengono riportati nella chiesa madre.

Il dì della festa dopo la solenne celebrazione eucari­stica, alla presenza di autorità civili e militari,

la banda musicale intrattiene il popolo in piazza del popolo con marcette allegre.

Nel tardo pomeriggio inizia la solenne processione. I  Santi  (primo San Bartolo e poi San Giacomo) portati a spalla dai giovani fedeli girano per le vie del paese.

Alla fine, i Santi, vengono posti uno accanto all'al­tro separati dalla navata centrale nella chiesa madre. Li resteranno sino al 24 settembre festa del Ringrazia­mento.

Questa volta sempre in processione sarà San Bartolo ad accompagnare san Giacomo nella sua Chiesa al Castel­lo, mentre il Santo con il coltello in mano, segno del suo martirio, torna nella sua Chiesa alla periferia del paese.

La festa si conclude con  il tradizio­nale sparo di mortaretti e spettacolo musicale.